Arancine di recupero
Abbiamo fatto del risotto al porro in più e con quello avanzato abbiamo deciso di provare a creare un’arancina semplice, di recupero, dalla panatura leggera e gustosa. Un modo ingegnoso per non buttare via il cibo e riutilizzarlo in una ricetta super golosa.
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Ingredients
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| 200gr riso | |
| 2 uova | |
| 1 porro | |
| mezzo litro di brodo già pronto | |
| 1 cipolla bianca piccola | |
| 50gr parmigiano reggiano 18mesi | |
| q.b. sale | |
| 100gr pangrattato | |
| 500gr olio per frittura | |
| mezzo panetto mozzarella per la pizza | |
| q.b. olio d'oliva | |
| 2 bicchieri d'acqua |
Directions
1.
Il risotto avanzato
Con il risotto che avanza, fatto almeno 5-6 ore prima prepariamo le nostre arancine. Per il risotto, la procedura è quella classica (ricetta minuziosa la trovate tra i nostri primi piatti qui nel blog): fate bollire il brodo, fate soffriggere una cipolla tritata con un filo d'olio e aggiungendo il porro tagliato a tocchetti e due bicchieri d'acqua. Una volta morbido e cotto, saltate il riso e aggiungete il condimento di porro. Aggiungete un paio di mestoli di brodo e avviate la cottura a fiamma media. Durante la cottura mescolate e aggiungete brodo e parmigiano.
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2.
Preparazione delle arancine
Tagliate la mozzarella a cubetti. Prendete in mano un po' di riso, create uno strato con un incavo. Dentro mettete 3/4 cubetti di mozzarella, chiudete con un altro po' di riso. Sigillate bene il ripieno al centro unendo i vari bordi e creando una palla di riso. Procedete in questo modo con tutto il risotto rimasto.
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3.
Impaniamo e friggiamo
Sbattiamo due uova. Prepariamo un contenitore con il pangrattato. Impaniamo le arancine: intingiamo ogni arancina nell'uovo e poi impaniamola con il pangrattato. A questo punto portiamo a 170gradi l'olio di frittura e friggiamo per un paio di minuti ogni arancina girandola ogni tanto per favorire una frittura omogenea. Scoliamole in un piatto foderato con carta assorbente e serviamo. Saranno telefonate, ovvero quando le mangerete troverete un cuore morbido di mozzarella che fila e unisce le due metà.
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